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Oltre il risultato, vince il cuore: la lezione di Salah al Teatro Astoria

Angelo Lupone

28 apr 2026

Il campione della porta accanto (e del monopattino)

FIORANO MODENESE – Ci sono serate in cui lo sport smette di essere fatto di numeri, classifiche e tabellini, per tornare alla sua essenza più pura: l'esempio. È quello che è successo ieri sera al Teatro Astoria, durante la serata celebrativa dedicata alle eccellenze sportive del territorio fioranese.

In una platea gremita di campioni di livello nazionale, a brillare di una luce speciale è stata la storia di un ragazzo della nostra Juniores: Abouelaich Salah-eddine, classe 2008.

Mentre i riflettori si accendevano sulle tante eccellenze del distretto, la nostra Società ha voluto portare sul palco una storia di "straordinaria normalità". Salah risiede a Sassuolo, ma per lui la distanza non è mai stata un alibi. In sella al suo monopattino, sfidando il gelo dell’inverno e la fatica, non ha saltato un solo allenamento.

Ma non è solo la costanza a renderlo speciale. In un calcio giovanile spesso dominato dall'ansia di prestazione e dalle lamentele per il mancato impiego, Salah ha risposto con il silenzio, il sorriso e il lavoro. Nonostante un minutaggio inferiore rispetto al compagno di reparto, è rimasto il primo sostenitore del gruppo, integrandosi perfettamente e mettendo il benessere della squadra davanti al proprio ego.

Il momento più toccante della serata è stato proprio l’annuncio del suo nome. Lo stupore negli occhi di Salah, che quasi stentava a credere che quel premio fosse proprio per lui. L’Assessore allo Sport, Luca Busani, ha sottolineato l'importanza della motivazione scritta dalla Società: un manifesto di valori che ha trovato eco anche nel Film Festival proiettato durante la serata, dove il corto vincitore "Inadapté" ha ricordato a tutti come lo sport sia, prima di tutto, abbattimento delle barriere e inclusione.

"Siamo orgogliosi di Salah e di tutto il gruppo della Juniores," commenta la dirigenza. "Quest'anno abbiamo accolto molti ragazzi nuovi provenienti da tutto il distretto ceramico. Vederli diventare una squadra unita è la nostra vittoria più grande. Salah rappresenta il cuore di questo progetto: un ragazzo che nel suo silenzio ha insegnato a tutti noi cosa significano dedizione e rispetto."

La serata si è conclusa tra gli applausi, con Salah che è tornato a sedersi stringendo il suo riconoscimento, ancora incredulo. Una serata che ci ricorda perché amiamo questo sport: perché a volte, per essere dei campioni, non serve segnare un gol o parare un rigore, ma basta presentarsi al campo, col freddo e in monopattino, con la voglia di stare insieme ai propri compagni.

Bravo Salah, orgoglio di Ubersetto!



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