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Angelo Lupone
9 nov 2025
Partita che racconta fame, maturità e crescita. La Juniores U19 risponde presente, dentro e fuori dal campo
Fiorano Modenese, 8 novembre 2025 – Una partita sporca, intensa, combattuta. Ma anche una prestazione che ha mostrato il volto migliore della Juniores U19: quello di una squadra affamata, compatta, capace di reagire e di crescere. Una partita che solo con un gruppo coeso può affrontare dopo una sconfitta pesante nella gara precedente.
Fin dai primi minuti si è percepita la voglia di vincere. I ragazzi erano coinvolti, motivati, e hanno giocato da vera squadra. Dopo un avvio leggermente spaesato, dove sembrava di essere rimasti alla partita precedente, i ragazzi hanno preso le misure e imposto il proprio ritmo, mostrando fluidità e automatismi ormai interiorizzati. Dalla panchina, il mister ha dovuto fare pochissime correzioni: segno che il gruppo ha assimilato il gioco.
L’aggressività è stata uno dei tratti distintivi della gara. Anche quando si perdeva palla, la squadra rincorreva e recuperava con determinazione.
In difesa, Koszewski e Lazzarini confermano di essere una coppia solida, con numeri importanti in pratica hanno fatto da muro contro il numero 10 avversario, che cercava insistentemente le vie centrali senza successo.
Sulle fasce, Bursi ha disputato una gara strepitosa, tenendo testa a due avversari che si alternavano nelle scorribande sulla fascia sinistra. Leonardi, schierato fuori ruolo come terzino destro, ha retto bene nonostante le difficoltà iniziali, dimostrando grande spirito di adattamento.
Sul 2–1, a venti minuti dalla fine, il mister ha inserito Bilello e Gambarelli: due cambi che hanno dato continuità e qualità. Boukrinm è uscito dopo una buona partita disputata a testa alta, ma Giò ha preso il suo posto senza farlo rimpiangere. Gambarelli ha tenuto bene la fascia al posto di Essafsafi, entrando subito in partita tenendo testa al suo marcatore: una sfida in velocità sulla fascia destra. Non è facile farlo dalla panchina, ma ieri si è visto che il gruppo è pronto.
Bilello, in particolare, ha dimostrato che bastano pochi minuti per lasciare il segno: due passaggi, un inserimento perfetto e il gol. Un esempio di come si entra in campo con intelligenza e fame.
La gestione delle rimesse laterali ha evidenziato una nuova consapevolezza: Essafsafi si è distinto per la prontezza ma a volte troppa frenesia che lo distrae dall'obiettivo, mentre Bursi, Koszewski e Ouhaddou hanno iniziato a sfruttare una maggiore gestione dei tempi delle palle inattive. Era proprio quello che serviva.
Capasso in mezzo è stato superlativo a volte sembra fare reparto da solo; Ayoub che ormai sta abituando la squadra alla sua presenza a tutto campo: instancabile, presente in entrambe le fasi.
In una gara sporca e combattuta come quella contro l’Atletico SPM, Saqui ha dimostrato ancora una volta quanto sia essenziale. Non solo per le parate – decisive e puntuali – ma per la sua capacità di coordinare la linea difensiva, dare sicurezza ai compagni e trasmettere ordine anche nei momenti più caotici.
Il rigore parato nel secondo tempo è stato più di un gesto tecnico: è stato il quarto gol non segnato, quello che ha chiuso la porta all’avversario e ha blindato il risultato. Un intervento che vale quanto una rete, per tempismo, lettura e impatto emotivo sul gruppo.
Saqui non è solo un portiere: è un riferimento. Quando parla orienta. Si muove con discrezione, ma quando serve, è presente. E ieri, in più di un’occasione, ha chiuso lo specchio, ha letto le traiettorie, ha gestito i tempi. In una squadra che sta crescendo, avere un punto fermo così dietro è un lusso che fa la differenza.
Questa vittoria non è solo nei numeri. È nel modo in cui è arrivata. Nel modo in cui chi ha giocato poco ha saputo farsi trovare pronto. Nel modo in cui chi era deluso ha saputo rientrare nel clima del gruppo. Nel modo in cui la squadra ha gestito i momenti difficili, senza disunirsi.
C’è ancora da lavorare: sulla gestione dei tempi, sulla semplificazione di certe giocate, sulla malizia nei dettagli. Ma il segnale è chiaro: il gruppo è vivo, compatto, e in crescita.
Serve pazienza, dentro e fuori dal campo. Serve rispetto per i ruoli, per le scelte, per i tempi di ognuno. I meriti non sono solo di chi segna o gioca di più, ma anche di chi sostiene, si allena, e si fa trovare pronto quando serve.
Questa è la strada. Ieri, l’abbiamo percorsa insieme ma non dobbiamo dimenticare che le insidie sono dietro l'angolo, bisogna tenere i piedi a terra e ricordarsi che la palla è rotonda per tutti.
Forza Ubersetto, forza Juniores!!







