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Cuore, rimonte e orgoglio: l’Ubersetto soffre, sbaglia, reagisce e vince una partita folle che vale più della classifica

Angelo Lupone

11 apr 2026

L’Ubersetto reagisce dopo il Valsa e conquista tre punti pesantissimi nella penultima di campionato

Nella penultima partita di campionato, la prima di due finali, dopo la batosta contro il Valsa Savignano, l’Ubersetto era chiamato a dare una risposta. Non una risposta tecnica, non una risposta estetica: una risposta di carattere. E la squadra l’ha data, in una gara che sembra uscita da un romanzo sportivo.

Contro l’Audax Casinalbo la partita si mette subito male: svarioni difensivi, errori inspiegabili, un capitano irriconoscibile, e l’Audax che punisce ogni incertezza. Ogni volta che l’Ubersetto prova a rialzarsi, arriva un altro colpo da incassare.

Ma questa squadra, quando sembra finita, si rialza sempre.

La gara diventa una battaglia emotiva: gol subiti, gol segnati, ribaltamenti continui, sofferenza pura. L’Ubersetto sbanda, sbaglia, si complica la vita… ma non smette mai di lottare. E quando la partita sembra scivolare via, arriva la mossa decisiva del mister: cambi perfetti, lettura lucida del momento, sostituzioni che cambiano volto alla squadra.

Da lì nasce la rimonta. Da lì nasce il 4–3. Da lì nasce la vittoria che vale come un urlo liberatorio.

Questa non è una vittoria pulita. Non è una vittoria ordinata. Non è una vittoria “da manuale”. È una vittoria di cuore, di orgoglio, di identità.

E soprattutto è una vittoria che pesa perché:

  • è la penultima partita di campionato,

  • servivano punti per muovere la classifica,

  • serviva una reazione dopo il Valsa,

  • serviva dimostrare che l’Ubersetto c’è,

  • e che ci sarà fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.

I ragazzi ci sono. Ci sono oggi, ci saranno domani, ci saranno sempre. Perché una squadra che rimonta così, dopo una settimana difficile, è una squadra che ha dentro qualcosa di speciale.


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